mercoledì 15 gennaio 2014

ORARIO DI LAVORO E RIPOSO SETTIMANALE - NUOVE MAXI SANZIONI

Dal 24 dicembre scorso sono in vigore le nuove maxi sanzioni in materia di orario di lavoro e di riposo settimanale.
Il decreto legge n. 145/2013, allo scopo di rafforzare l’attività di contrasto al lavoro sommerso e irregolare e di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ha infatti aumentato significativamente – addirittura, in alcuni casi, fino a 10 volte – gli importi delle sanzioni amministrative previste a carico dei datori di lavoro inadempienti.
Come noto, la legge stabilisce che l’orario di lavoro non deve superare le 48 ore in 7 giorni (rilevabili come media) e il lavoratore deve riposare almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni. In caso di violazione, è prevista una sanzione amministrativa pari a:
  • da 1.000 a 7.500 euro (prima variava tra 100 e 750 euro);
  • da 4.000 a 15.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 5 lavoratori o si sia verificata in almeno 3 periodi che l’azienda usa per rilevare la media dell’orario di lavoro effettuato dai dipendenti;
  • da 10.000 a 50.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 10 lavoratori e interessi almeno 5 periodi di riferimento (in questo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta).
Il periodo di riposo consecutivo può essere calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.
Il periodo di riferimento in cui va rilevata l'eventuale violazione, invece, può essere di 4, 6 o 12 mesi.
Con riferimento al riposo giornaliero, che per legge deve essere pari a 11 ore consecutive ogni 24 ore, in caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa pari a:
  • da 500 a 1.500 euro;
  • da 3.000 a 10.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 5 lavoratori o si sia verificata in almeno 3 periodi di 24 ore;
  • da 9.000 a 15.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 10 lavoratori o interessi almeno 5 periodi di 24 ore (in questo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta).
Infine, aumentano del 30% le sanzioni previste per il lavoro in nero: ferma restando la sanzione per la mancata interruzione del rapporto di lavoro (che resta invariata), si applica una sanzione amministrativa da 1.950 a 15.600 euro (prima da 1.500 a 12.000) per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 195 euro (da 150) per ogni giornata di lavoro effettivo.
In aumento anche la sanzione prevista per i lavoratori in nerosuccessivamente regolarizzati: la sanzione amministrativa va da 1.300 a 10.400 euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 39 euro per ogni giornata di lavoro irregolare. Inoltre, è impossibile applicare la diffida.
Sanzione amministrativa in aumento del 30% anche per il datore di lavoro che incorra nella sospensione dell'attività per lavoro irregolare o per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, per cui è previsto il pagamento di una somma aggiuntiva pari, rispettivamente, a 1.950 e 3.250 euro.

Antipirateria: nelle more dei corsi, prorogati i termini per l’impiego delle guardie giurate

Il decreto legge 30 dicembre 2013, n. 130 ha disposto alcune deroghe di termini previsti da disposizioni legislative. Tra le proroghe di termini di competenza del Ministero dell’Interno è stato prorogato il termine del 31 dicembre 2013 al 30 giugno 2014 previsto all’articolo 5, comma 5, del decreto legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130, riguardante altresì misure urgenti in materia di antipirateria.
Pertanto la deroga accordata consente anche per il primi sei mesi del 2014 l’impiego delle guardie giurate per i servizi di antipirateria che non abbiano ancora frequentato i corsi teorici pratici a condizione che abbiano partecipato per un periodo di almeno sei mesi, quali appartenenti alle Forze armate, alle missioni internazionali in incarichi operativi.

martedì 29 ottobre 2013

Bassano, rangers intercetta e blocca un ricercato

Bassano, rangers intercetta e blocca un ricercato

Comunicato Stampa
Giovedì sera, intorno alle 20:40, una Guardia Giurata Rangers impegnata nell'attività di pattugliamento lungo la strada che costeggia la Stazione Centrale di Bassano, ha notato una persona che, con fare sospetto, stava tentando di nascondersi tra le piante. Dopo essersi fermata, La Guardia si è avvicinata all'uomo e lo ha intercettato avendolo riconosciuto come una persona ricercata dalle Forze dell'Ordine. Tenendolo in stato di fermo, il Rangers ha avvertito i Carabinieri della Radiomobile di Bassano che, arrivati sul posto, hanno convalidato l'arresto conducendo il malvivente presso la caserma di competenza.

martedì 15 ottobre 2013

„Caso Compiano, oggi vertice su più di un migliaio di lavoratori“

Treviso, meccanico prestanome Compiano, bancarotta fraudolenta

Lunedì il Ministero del Lavoro si occuperà di trovare una soluzione: circa 1200 posti di lavoro di Compiano e Nes potrebbero saltare“
Treviso, meccanico prestanome Compiano, bancarotta fraudolenta
Qual sarà il futuro dei quasi settecento lavoratori della Nes? E quello delle guardie giurate addette al trasporto valori? Se ne discuterà lunedì insieme al Ministero del Lavoro, sindacati, l’azienda, che cercheranno di decidere quale strada imboccare per fare meno danni possibili. Si tratterebbe, in totale, di un migliaio di persone il cui posto di lavoro al momento è davvero a rischio.
I sindacati si aspettano una soluzione dal vertice di lunedì, nonostante resti la preoccupazione. L’azienda Compiano ha lavorato per anni e anni nel territorio e ora potrebbe essere vicina al fallimento. Anche perché i debiti accumulati in questi anni sarebbero parecchi: una ventina di milioni di euro tra buoni pasto, finanziamenti, e una trentina invece da pagare al fisco.
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Intanto le indagini stanno proseguendo. Pochi giorni fa Luigi Compiano è stato interrogato dal sostituto procuratore Massimo de Bortoli per circa quattro ore, poi si è dileguato senza passare per l’ingresso principale, dove ad attenderlo c’era la stampa locale. Dopo l’interrogatorio è spuntato un terzo nome, quello di un meccanico che avrebbe fatto da prestanome per tutte le auto di Compiano, quel maxi patrimonio sequestrato preventivamente dalla guardia di finanza e che comprende 400 veicoli e 70 barche. Le ipotesi continuano ad essere molte: i soldi potrebbero già essere stati spesi, potrebbero invece essere stati depositati in conti esteri. Il reato, a questo punto, potrebbe cambiare e diventare bancarotta fraudolenta. 

martedì 8 ottobre 2013

TG 2 DOSSIER (Rai 2): SABATO 12 OTTOBRE ALLE ORE 23,30 CIRCA PARLERA' DEL MONDO DELLE GUARDIE PARTICOLARI GIURATE

Programma a cui hanno attivamente collaborato alcuni dei nostri iscritti di Roma, invitati dal Segretario Provinciale di Roma, Lorenzo Guzzi, a descrivere la situazione lavorativa che vivono quotidianamente .

La nostra Organizzazione Sindacale vuole ringraziare la Dott.ssa Sandra Cecchi, di Rai 2 - TG2 Dossier, che ha dedicato questo programma al mondo guardie giurate, raccogliendo, dai diretti interessati, testimonianze su problemi e disagi che si trovano ad affrontare tutti i giorni, per svolgere un lavoro ad alto rischio che non viene adeguatamente riconosciuto ne moralmente ne economicamente.

La Segreteria Nazionale UNAL vigilanza privata

venerdì 4 ottobre 2013

Ammanco di 28 milioni tra i furgoni portavalori: indagini anche a Bergamo

Milioni di euro ritirati nelle corse dei furgoni portavalori della società veneta North East Service poi finiti nel nulla. La Guarda di Finanza passa al setaccio i registri di tutte le sedi sparse nel nord d’Italia
Milioni di euro ritirati, circa 28, nelle corse dei furgoni portavalori della North East Service che finivano nel fortino di Silea e da lì, a quanto pare, si perdevano nel nulla. Questa l’ipotesi sulla quale stanno lavorando gli investigatori della guardia di Finanza di Treviso dopo le denunce formalizzate da Banca Intesa e Veneto Banca: al setaccio i conti, i registri, le operazioni finanziarie della società.
Mancano all’appello, ad oggi, 28 milioni di euro. La Guardia di Finanza di Treviso, in accordo con la Procura di Treviso, sta cercando di fare chiarezza su un caso che rischia di trasformarsi in un vero e proprio scandalo finanziario. Si rincorrono infatti le voci relative ad altri istituti di credito pronti a denunciare ammanchi, o altrimenti pronti a chiedere il ritiro dei contanti depositati nel caveau della società.
I finanzieri hanno controllato i registri contabili e amministrativi della società di Treviso, ma contemporaneamente hanno attivato verifiche nelle varie società satellite (Il gruppo Nes negli anni ha allungato la propria sfera d’influenza sulla Tergeste di Trieste e Sarzano, alla Citypol di Bolzano e alla Tfa di Trento), così come nelle sedi periferiche di Belluno, Pordenone, Udine, Mestre, Verona, Padova, Vicenza, Rovigo e Bergamo.
In tutte queste aree la North East Service aveva il controllo di milioni di euro che si spostavano dalle casse delle banche ai depositi, e da questi ad altre casse. Gli investigatori stanno cercando di capire se le cifre spostate, e quelle che permangono nei depositi si equivalgono, o se la contabilità dell’azienda nasconda altre voragini milionarie come quelle evidenziate con le due denunce fatte da Banca Intesa e Veneto Banca quando hanno chiesto di rientrare dei loro capitali ed hanno scoperto che quei soldi non c’erano più
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giovedì 3 ottobre 2013

Colpo ai caveau delle banche Spariti 23 milioni dalla North East

CLAMOROSA SCOPERTA. L´istituto di vigilanza North East Service non è in grado di restituire l´ingente somma alle banche per le quali stava lavorando coi blindati. La società controlla a Vicenza anche la caserma Ederle. I timori delle guardie giurate che temono per lo stipendio
Zoom Foto
VICENZA. Ventitrè milioni di euro spariti nel nulla, e decine di dipendenti - solo a Vicenza - che tremano. È una bufera quella che ha colpito nelle ultime ore la North East Service (Nes), storica società di vigilanza privata Triveneta con molti appalti importanti nella provincia berica. A partire da quello con gli americani: le guardie giurate della Nes sorvegliano la caserma Ederle.
La procura di Treviso ha avviato un´inchiesta per accertare dove siano finite tutte quelle banconote custodite dalla Nes, reclamate da alcune banche senza soddisfazione. L´indagine in mano alla guardia di finanza è partita da alcuni esposti presentati da vari istituti di credito, tra cui Intesa, Veneto Banca e Antonveneta. «È tutto ancora fumoso e stiamo cercando di capire cosa è accaduto» ha detto un investigatore spiegando che gli accertamenti sono solo agli inizi e devono essere sentiti sia i vertici della Nes, che ha sede a Silea nel Trevigiano, che gli istituti di credito i quali avevano affidato a quest´ultima la raccolta e la custodia del denaro nei suoi caveau.
Il caso è scoppiato quando, negli ultimi giorni, le banche hanno chiesto di prelevare del contante, ricevendo dalla Nes risposte molto vaghe, fra cui quella che, al momento, non c´era denaro disponibile. È ancora in corso di quantificazione l´esatto ammontare del denaro che sarebbe sparito dal caveau della Nes, anche se fonti investigative riferiscono che allo stato le banche lamentano complessivamente l´assenza di 23 milioni di euro. Una cifra che potrebbe diventare ben più alta nel momento in cui si dovessero rivolgere alla finanza altri istituti - si parla di cinque banche in totale - che avevano affidato alla società la gestione del loro contante. Una stima fa riferimento a 38 milioni di euro.
Gli investigatori sono al lavoro per sentire i vertici dell´azienda, ma al momento mantengono l´assoluto riserbo sull´esito delle verifiche.